I migliori Album del 2019

I migliori album del 2019

Quest’anno, volendomi adattare un po’ ai nuovi trend, ho provato una nuova formula per la mia Top 5 dei migliori dischi del 2019, optando per la pubblicazione progressiva di un album alla volta, con l’immagine della copertina e una più o meno breve didascalia come si fa su Instagram e sui social media in generale. Non che non possa essere una formula valida, ma a distanza di qualche settimana mi sono reso conto che mi mancava qualcosa, come se non avessi compiuto appieno il mio compito di autoproclamato divulgatore di buona musica…

Dunque, dopo aver letto Best of di ogni genere, quasi tutte volte a darsi le arie con artisti semisconosciuti e collage musicali retrò francamente imbarazzanti, eccomi nuovamente qui con la mia Top 5 dei migliori album del 2019, check it out!

I migliori album del 2019, quelli veri!

#1 Liam Gallagher: Why me? Why not.

Non sono sicuro di poterlo definire migliore del precedente As You Were, come invece leggo un po’ da tutte le parti, ma posso tranquillamente affermare che si tratta di un gran bel disco!

Why Me, Why Not. è semplicemente un album rock, senza fronzoli: ottime canzoni, bei testi, belle melodie e ritmi rock accattivanti, cosa chiedere di più?

Dalle reminiscenze beatlesiane di Meadows, a canzoni più introspettive come Now That I’ve Found You, agli inni da stadio come Once e il primo singolo dell’album Shockwave, l’ultimo lavoro di Liam Gallagher è un disco completo che si adatta a tutti gli umori e contesti.

Per esprimere il concetto con le sue stesse parole Liam Gallagher non ha “reinventato la ruota”, ha solo fatto un ottimo disco di musica rock.

Probabilmente il miglior album del 2019, per quanto mi riguarda!

#2 Iggy Pop: Free

Free di Iggy Pop è un album sorprendente, ma che al contempo conferma lo spirito anticonformista del frontman degli Stooges, che in questo album si allontana decisamente dal punk e dal rock and roll di una Lust for Life, per intenderci.

Questo nella forma, ma decisamente non nei contenuti: perché mentre le chitarre distorte lasciano il passo a sonorità che tal volta strizzano l’occhio al jazz e creano ambientazioni alla Tom Waits, i testi, invece, sono forse ancora più rivoluzionari, dato il contesto storico di conformismo, consumismo e omologazione, che al nostro Iggy proprio non piace…

Chapeau per Mr. Iggy Pop!

#3 Tool: Fear Inoculum

Tool-Fear-Inoculum-coverSenza girarci intorno, Fear Inoculum è un album di musica progressive

Dalla qualità indiscutibile che contraddistingue da sempre i lavori di Maynard & Co., Fear Inoculum è un concept album, che solo i Tool al giorno d’oggi si possono permettere: basti pensare che, in un’era in cui i brani non devono durare più di 3 minuti e le esibizioni degli artisti in tv durano appena un minuto e mezzo per non turbare il deficit di attenzione dell’ascoltatore medio, buona parte dei pezzi di questo album va oltre i 10 minuti, per una durata complessiva di ben 86 minuti!

Molto più strumentale e meno incentrato sulla voce di Maynard, a livello sonoro è un album che mi ricorda quasi più il recente e da me apprezzatissimo album degli A Perfect Circle, Eat the Elephant, piuttosto che un Lateralus, ma a conti fatti risulta decisamente coinvolgente.

#4 Kevin Morby: Oh My God

Kevin Morby è uno dei musicisti emergenti dell’attuale panorama del cantautorato americano, che con questo disco conferma il suo grande stato d’ispirazione. Il precedente album, City Music, è un bel disco folk con un fortissimo richiamo a Lou Reed e i Velvet Underground, mentre Oh My God è decisamente più orchestrato, quasi gospel e nel suo insieme è davvero piacevole all’ascolto! E di questi tempi già non è poco…

#5 Snarky Puppy: Immigrance

Per lo più sconosciuti al grande pubblico, gli Snarky Puppy sono una “band jazz e fusion” americana, come recita la pagina a loro dedicata su Wikipedia, che, nata nel lontano 2004, con Immigrance è già al suo 12° album.

La formazione, tuttavia, deve la sua crescente notorietà principalmente ai concerti dal vivo, soprattutto in Europa, per cui il gruppo intorno al bassista e leader della band, Michael League, è particolarmente apprezzato. 17 sono i membri permanenti degli Snarky Puppy, ai quali si aggiungono spesso e volentieri musicisti locali, che danno origine a uno straordinario mélange di jazz, funk e world music, molto apprezzato anche qui in Italia.

Immigrance è un gran bel disco, insomma, ma se non li conoscete ancora, prendetene pure uno a caso e non rimarrete sicuramente delusi!

A proposito, nel caso vi siate incuriositi, gli Snarky Puppy saranno in Italia nel 2020 per due date ad aprile, a Roma e Firenze…

 

Altre uscite del 2019…

Per conoscenza e per dovere di cronaca, tra le uscite più importanti dell’anno da un punto di vista del seguito, di cui godono gli artisti, annoveriamo anche gli Weezer con Teal Album e Black AlbumDavid GrayGold in a Brass Age, i Cranberries – In the End, Santana – Africa Speaks, Bruce Springsteen – Western Stars, Thom Yorke – Anima, The Black KeysLet’s RockVolbeatReply, Rewind, Rebound, KeaneCause and EffectRingo StarrWhat’s My NameStereophonicsKindBeck con Hyperspace.

I migliori dischi italiani del 2019:

smog giorgio poiIn Italia, a mio modesto vedere, è stato l’anno di Smog di Giorgio Poi, sempre più apprezzato nella scena musicale, tant’è vero che lo troviamo anche nei panni di produttore per diversi altri interpreti, nonché come chitarrista nei live di Calcutta.

Capitolo a parte merita Torneremo Ancora del mio stimatissimo e amatissimo Maestro Franco Battiato: una raccolta di evergreen, come ce ne sono altre, eseguiti dal vivo dalla Royal Philharmonic Concert Orchestra e con un Battiato che forse potremmo definire non in grandissimo spolvero, ma nel complesso più che piacevole da ascoltare. Non so ancora bene come giudicare questo lavoro anche alla luce di tutto quanto è stato detto sul conto dell’artista di Milo e sul suo stato di salute, ma la title track, l’unico inedito del disco, rivela ancora una volta tutta la profondità di quest’uomo studioso delle leggi del cosmo e ha tanto il sapore di un addio, o di un arrivederci, se la vogliamo pensare come lui… Torneremo Ancora.

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